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Flavio Michi
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I membri dell'associazione |
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L'
Associazione culturale "Giochi Circensi" è nata ufficialmente
il 12 Aprile 2002.
Apartitica, apolitica, senza scopo di lucro, come recita il suo statuto, ha la finalità di promuovere incontri sportivi per raccogliere fondi destinati ad attività benefiche e questo potrà essere possibile grazie anche agli incontri disputati dalla "Nazionale Artisti Circensi". Inoltre si pone la finalità di promuovere l'immagine del circo attraverso attività culturali o sportive come auspicato dai fondatori: Davio Casartelli, della nota famiglia del Circo Medrano, Davide Huesca, acrobata e clown dell'antica dinastia circense, Flavio Michi, grande appassionato di circo, collezionista e collaboratore di alcune riviste specializzate, Francesco Mocellin, avvocato, collaboratore di alcune riviste e attuale presidente del Club Amici del Circo, Stefano Orfei Nones, artista poliedrico nonché figlio della grande Moira, Alessandro Serena, laureato al Dams di Bologna, regista e consulente circense, il Dott. Giorgio Vidali, amministratore nonché presentatore al Circo di Moira. Tutti quanti uniti, circensi e non, per un obiettivo comune. Presidente:        Flavio Michi Vice Presidente: Francesco Mocellin Segretario:        Giorgio Vidali |
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La nostra madrina: Moira Orfei
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Dai manifesti, ormai da molti anni, appaiono il suo sorriso e la sua
pettinatura. Non c'è più bisogno nemmeno della parola Circo, né del
suo blasonato cognome: basta la sua immagine. Negli anni in cui si registra
il tasso di inflazione più alto di circhi Orfei, il suo si presenta
solo come "Moira". Una straordinaria controtendenza a dimostrazione
che il buon nome si costruisce negli anni e si può mantenere solo a
costo di impegno, coerenza, serietà e continuità. D'altra parte "la
Moira", come viene chiamata, è una figura rarissima: un personaggio
che è diventato sinonimo del mondo cui appartiene. Chiunque in Italia
associa Moira al Circo: sono inscindibili. Un po' come la Fracci e la
danza, Pavarotti e la lirica. E il merito sta nella grande popolarità
del Circo, nelle uscite cinematografiche di una volta, ed in quelle
televisive degli ultimi anni. (Anima Mia e L'Ultimo Valzer con Fabio
Fazio e Claudio Baglioni). Sempre schietta, diretta, simpatica, fuori
dalle regole. Così piace. E' proprio per queste sue caratteristiche,
e per essere sempre stata una bella donna, che il pubblico l'ama tanto.
Al termine dello spettacolo riceve la consueta ovazione: il pubblico
si sente appagato per averla vista, come sempre. Tanti autografi ogni
giorno e la dimostrazione dell'affetto della gente, sempre così, da
tanti anni. Moira e suo marito Walter Nones sono alla guida del loro
grande circo da ben 40 anni, pensate. Tante attrazioni, tanti spettacoli
di successo come lo straordinario e indimenticabile "Circo sul Ghiaccio",
che entusiasmò il pubblico tra la fine degli anni '60 e la metà dei
'70, fino alle tournee del Circo di Mosca del 1982 e del 1987, solo
per citarne alcuni. Moira, prima cavallerizza e trapezista, ha raggiunto
la notorietà come "Moira degli elefanti", che l'ha vista grande protagonista
per molti anni. Si ricorda la sua delicata esibizione con le colombe
che ha presentato molto spesso anche in televisione. Sempre affascinante,
simpatica, il simbolo stesso del circo in Italia. I suoi figli sono
indubbiamente degni del nome che portano. Lara, con il marito Micha
Malachikine, presenta attualmente un interessante numero di magia, che
la vede protagonista nella pista del circo. La loro figlia, Moira Jun.,
è un'ottima acrobata e si esibisce con il papà in difficili esercizi
di "mano a mano". Stefano, invece, ha scelto gli animali. Da sempre
molto attento, scrupoloso e poliedrico, si occupa dell'addestramento
degli animali del circo, dalle tigri, agli esotici, ai cavalli fino
ad arrivare agli elefanti. E' in pista con l'alta scuola di equitazione,
le bellissime tigri , e infine, con gli elefanti: ottimi numeri, non
c'è che dire! Alcuni anni fa, Lara e Stefano, si aggiudicarono il prestigioso
clown d'argento al "Festival Internazionale del Circo di Montecarlo"
per l'esibizione dell'alta scuola di equitazione e per il ricco numero
esotico: un ottimo risultato per questa famiglia e per il circo italiano.
Potete visitare il sito ufficiale all'indirizzo http://www.moiraorfei.it
Flavio Michi |
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Alessandro Serena
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E' fuori luogo l'accostamento tra il circo e lo sport? Crediamo proprio
di no. Il legame fra l'acrobazia e gli sport, è più profondo
di quanto si possa credere. In effetti le origini dell'acrobazia si confondono
con quelle di molti giochi (evolutisi poi in sport), e le discipline spettacolari
del corpo, come pure quelle sportive, nascono come sublimazione delle attività
belliche e di caccia. Inoltre acrobazia e sport rientrano in categorie ludiche
molto vicine, tanto che per la maggior parte degli antropologi sono da considerarsi
pressoché sullo stesso livello. E non possiamo dimenticare come moltissimi
artisti italiani del Novecento sono arrivati alla pista passando dalla ginnastica,
si sono cioè formati nelle palestre che tanto andavano di moda fra
le due guerre. E ancora oggi molti artisti, soprattutto dei paesi dell'est,
fanno lo stesso percorso, una formazione di atletica ed un passaggio verso
la pista del circo. E ancora, le competizioni in genere, ascendenti degli
sport moderni, furono in particolari periodi storici strettamente connesse
all'acrobazia e hanno finito a nostro parere per prenderne il posto nell'interesse
degli spettatori: oggi stupisce di più un virtuoso degli anelli come
Jury Chechi che non un giocoliere prodigio come fu Enrico Rastelli. E anche
il tifo che gli spettatori facevano fino a mezzo secolo fa per gli artisti
abbigliati da militari, in qualche maniera ritenuti patriottici, viene ora
riversato sugli sportivi e sugli atleti, moderni eroi del terzo millennio.
Ma l'acrobata è una figura artistica che si pone a metà strada
fra l'atleta e l'attore. Infatti l'esibizione del corpo ricorda, per la necessità
di precisione assoluta, il gesto di tanti sportivi: nella stessa maniera in
cui un atleta deve raggiungere la perfezione, l'acrobata deve infatti essere
esente da errori, pena il cedimento dell'essenza stessa della sua esibizione.
Questa imperfettibilità del gesto pone di fatto l'acrobata fra i virtuosi
del corpo in qualche maniera legati alle tecniche della recitazione. Ma la
veridicità del gesto di un acrobata è in qualche maniera superiore
a quella di uno sportivo, perché mentre taluni sport necessitano di
un apprendimento preventivo delle regole da parte del pubblico, gli spettacoli
del corpo non sembrano richiedere tale preventiva conoscenza: ogni cosa è
così ovvia che si è tentati di sostenere che non vi è
nulla da capire, la perfezione del gesto è assoluta.
Il francese George Strehly, uno dei primi riconosciuti teorici del circo,
vissuto a cavallo di Otto e Novecento, nella sua L'Acrobatie et les acrobats,
scriveva: "La Cina, il Giappone, l'India, l'antico Egitto hanno avuto
i loro acrobati. L'acrobazia, come del resto ogni altra forma d'arte, è
un frutto della civiltà. E' passata attraverso le sue medesime tappe,
ed il suo percorso ha sofferto delle stesse vicissitudini; non è quindi
esagerato affermare che sia un criterio sul grado di civiltà e di prosperità
materiale di una nazione." E non è infondato sostenere che gli
spettacoli di circo rappresentassero la principale fonte di divertimento per
gli spettatori di tutto il mondo occidentale del tempo.
Insomma queste piccole note storiche solo per far capire, se ce ne fosse bisogno,
lo stretto legame tra sport e acrobazia, tra pista e spettacolo, tra circo
e cultura. Un legame che di sicuro è di buon auspicio per la nascita
di questa nazionale italiana calcio arti circensi.
Alessandro Serena